50213 volte Paolo Filippi
Scritto da di Cristina Olivieri (ottobre 2004)   
Per concretizzare le sue idee Paolo Filippi prende a prestito tecniche di fusione originali, utilizza materiali di ogni tipo, dalla creta al vetroresina al gesso fino alla costruzione di grandi stampi metallici che richiedono l’utilizzo di macchine utensili. Nascono a Livorno in un’officina al fianco della sua casa, opere singolari come “Vai”, un pattinatore dalla vita in giù realizzato con grande senso del movimento e dell’energia, in ferro verniciato acciaio inox e bronzo, o come “silicone”, una supermaggiorata che nasce dalla fusione di migliaia di dadi metallici inox. Ma l’opera più imponente di Paolo Filippi è una straordinaria Harley Davidson realizzata con 50213 dadi in acciaio inox già esposta alla mostra dell’Auto di Torino.
Gli schermi argentati di cui sono rivestite le sue sculture risplendono dove la lamiera è liscia e riflettono luce dove è invece sostituita da tasselli quadrati, ma in un modo o nell’altro rappresentano comunque l’episodio finale di un lavoro non meno paziente. Perseveranza e ostinazione non sono infatti soltanto le qualità che Filippi conferma di possedere, ma risultano piuttosto doti di primaria necessità per eseguire simili trattamenti della materia dove ad un primo calco in creta e ad un successivo stampo di gesso delle parti, segue, per le zone unite, la modellazione dell’acciaio o del bronzo su stampi in ferro pieno, mentre per quelle unite un osmotico incastrasi di quadratini di lamiera sul verso del gesso.
Ed eccole alla fine le sue sculture, esposte non soltanto a Livorno, ma un po’ in tutta Italia; Parma, Reggio Emilia, Modena, Torino, Riccione. Sono tutti campioni della realtà a noi più prossima, dagli animali alle motocicletta, dall’orologio a una mano in bronzo e marmo nero che rappresenta il terzo millennio con un metro scorrevole tra le dita pronto ad essere bloccato al nostro primo comando. Le migliaia di dadi poi fusi vicini in sottile lamiera sono l’inizio di una lavorazione meccanica destinata tra fuoco e metalli a diventare vera e propria creazione, opere imponenti nelle loro eleganza e indistruttibili, tanto da rendere eterna la sua opera.